Cronache da Madrid #3
 
Avrebbe dovuto concludersi ieri a Madrid la COP 25. Tuttavia, come accade sempre più spesso, i negoziati sono ancora in corso e lontani da una soluzione. Le tensioni covate per giorni sono infine esplose, al termine di una lunga notte insonne che non ha aiutato a comporre posizioni ancora incompatibili. Il clima trionfale di Parigi sembra lontano anni luce. Nella plenaria di stamattina uno dopo l'altro i delegati hanno preso parola per rigettare l'ennesimo tentativo della Presidenza di giungere a un accordo.
 
I NODI IRRISOLTI
 
Nodo cruciale resta l'articolo 6 sui mercati del carbonio, e come conteggiare i crediti rimasti dal Protocollo di Kyoto. Ma stamattina gli Stati si sono divisi anche sull'opportunità di includere o meno nella dichiarazione finale un richiamo alla necessità di rivedere entro il 2020 gli NDC, ovvero gli impegni di riduzione definiti dagli Stati nell'ambito dell'Accordo di Parigi e che restando invariati porterebbero dritti verso un riscaldamento globale di 3°C. 
Altri elementi di dibattito sono: il riferimento al Gender Action Plan approvato questa settimana ma sparito dalla decisione finale; l'accettazione del Rapporto Speciale dell'IPCC sugli impatti dei cambiamenti climatici sui Territori, che alcuni Paesi, Brasile in testa, vorrebbero fosse affrontato in separata sede, e i meccanismi di compensazione per il loss and damage, i danni e le perdite inevitabili derivanti dai cambiamenti climatici.
 
Ha raggelato tutti l'intervento degli Stati Uniti, che con estrema nonchalance hanno rispedito al mittente la proposta di includere nella decisione finale il riconoscimento dell'insufficienza degli impegni statali, delle tempistiche di revisione e delle misure di adattamento. E' stato il piccolo Stato del Tuvalu, isola del Pacifico, a replicare duramente che le decisioni sull'Accordo di Parigi devono essere prese da chi quell'Accordo lo implementerà effettivamente.
 
La Spagna ha dato la propria disponibilità a continuare ad ospitare i negoziati per tutto il tempo necessario a raggiungere un accordo, che per molte Parti comunque o è ambizioso e soddisfacente, o non è. Nel frattempo, il mondo resta a guardare.
 
Di seguito tutti gli aggiornamenti tematici e sulle negoziazioni prodotti dalla delegazione di A Sud presente alla Cop25 di Madrid
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CONTATTI E INTERVISTE:
 
Cecilia Erba
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A SUD A MADRID
I grandi emettitori in Tribunale
 
Giovedì due iniziative ci hanno visto protagonisti a Madrid per presentare la campagna Giudizio Universale e la prima causa in Italia contro lo Stato sui cambiamenti climatici. Insieme a rappresentanti di climate litigation contro Stati e imprese nelle Filippine, in Germania, in Olanda, in irlanda e contro l'Unione Europea, abbiamo realizzato una conferenza stampa nella sede ufficiale dei negoziati della COP25, e un'iniziativa di approfondimento alla Cumbre Social.
 
LE NOSTRE ANALISI
Decreto clima, quando le buone pratiche non bastano
 
Nei giorni della COP 25, è stato finalmente approvato il decreto clima. Un'occasione persa: nonostante l'attesa, risulta privo di ambizione.
 
Si cerca un compromesso, ma il rischio delusione è palpabile
 
Il giorno in cui la COP dovrebbe chiudere, i negoziati sembrano ancora in alto mare, mentre si gioca al ribasso a discapito dei più vulnerabili.
 
Il racconto del contro vertice
 
Si è chiusa ieri la Cumbre Social, il contro-vertice della società civile, con l'obiettivo di dare voce ai movimenti e comunità esclusi dalle negoziazioni ufficiali.
 
Niente Feria per chi protesta
 
Manifestanti buttati fuori dalla COP, mentre i governi rivendicano le proprie azioni. Tra questi, l'Italia e il decreto clima e l'UE con l'insufficiente Green Deal.
 
Brutto Clima a Madrid
 
Circa 200 tra attivisti climatici, ambientalisti sono stati espulsi dalla Feria de Madrid che ospita la COP25, dopo aver protestato per l'andamento dei negoziati.
 
Il giorno del giudizio. L'Italia sul banco degli imputati
 
Se Venezia affonda, c'è un intero Paese che sconta le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ma l'Italia, ancora una volta, è impreparata.
 
LE NOSTRE VOCI
 
Voci dall'Antropocene
 
Alla Cop 25 di Madrid si ripropone il ‘carbon trading peri contenere le emissioni, mentre si danno poche risposte agli appelli dei movimenti.
La Cumbre Social
 
Mentre proseguono i negoziati alla COP 25, si svolge presso l'Universidad Complutense di Madrid la Cumbre Social, il contro-vertice della società civile.
 
 
GLI ULTIMI REPORT
 
Criosfera 1.5°C
 
Nel rapporto pubblicato dall'Iccinet, si mettono in fila le evidenze scientifiche che provano come, se il riscaldamento globale superasse la soglia dei +1.5°C rispetto al periodo pre-industriale, causerebbe nella criosfera cambiamenti inarrestabili e irreversibili che, a loro volta, innescherebbero delle reazioni a catena modificando profondamente il sistema climatico e il globo intero in una maniera mai successa nella storia dell'umanità.
 
Il gap di produzione
 
A partire da quest'anno, l'UNEP oltre ad analizzare il divario tra impegni statali e traiettorie emissive in linea con il mantenimento dell'effetto serra al di sotto delle soglie critiche nell'annuale Emissions Gap Report, pubblica anche il Production Gap Report, che si concentra invece sulle conseguenze dell'incremento della produzione di combustibili fossili e dei nuovi progetti previsti sulla concentrazione atmosferica di gas serra.

Scarica il report
 
 
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